Giuseppe “Peppe” Errichiello: da Afragola a Tokyo, la storia raccontata nel libro “Un napoletano al Wasabi”

Stefania Tuccillo (moglie) e Giuseppe Errichiello

Un viaggio di oltre novemila chilometri, ma soprattutto un percorso fatto di sacrifici, cambiamenti, famiglia e voglia di costruire il proprio futuro. È la storia di Giuseppe “Peppe” Errichiello, protagonista del libro autobiografico “Un napoletano al Wasabi”, scritto da Luigi D’Antonio e pubblicato da LFA Publisher.

Il volume è stato presentato ufficialmente al Jarden di Cardito, in provincia di Napoli, nel corso di una serata che ha riunito oltre 300 persone tra familiari, amici, rappresentanti delle istituzioni e stampa.

Più che una tradizionale presentazione editoriale, l’appuntamento è diventato l’occasione per ripercorrere la storia di Errichiello: dall’infanzia ad Afragola alla decisione di trasferirsi in Giappone, fino alla nascita del progetto “Napoli Sta’ Ca’” e all’affermazione professionale nel mondo della pizza.

“Un napoletano al Wasabi”: la storia di Peppe Errichiello

Il racconto di “Un napoletano al Wasabi” parte dalle radici del protagonista e da un’infanzia complessa trascorsa ad Afragola.

Nel libro trovano spazio il rapporto con il padre e soprattutto due figure che hanno avuto un ruolo importante nella sua crescita: la madre Pina, punto di riferimento durante i momenti più difficili, e lo zio Tonino, che lo introduce al mestiere del forno.

Il lavoro diventa progressivamente uno degli strumenti attraverso i quali costruire il proprio percorso. Ma prima del successo arrivano le difficoltà, le tentazioni della strada e la necessità di trovare una propria disciplina.

Tra i passaggi raccontati nel memoir c’è infatti anche il servizio militare, seguito dall’incontro con la prima moglie Ayumi. Una relazione che diventa uno dei momenti decisivi della storia personale di Errichiello e contribuisce alla scelta di lasciare l’Italia.

Da Napoli al Giappone: la sfida di ricominciare a Tokyo

Il trasferimento a Tokyo apre una fase completamente nuova.

La distanza dalla Campania significa confrontarsi con una cultura differente, adattarsi a un altro Paese e convivere con la nostalgia di casa. Parallelamente arrivano nuove responsabilità personali, tra cui la paternità.

È in Giappone che prende forma anche “Napoli Sta’ Ca’”, il progetto attraverso il quale Errichiello costruisce progressivamente la propria identità imprenditoriale e professionale.

Napoli e Tokyo, nel racconto, non rappresentano semplicemente il punto di partenza e quello di arrivo. Sono i due estremi di un percorso nel quale le proprie origini continuano ad avere un ruolo anche a migliaia di chilometri di distanza.

La storia arriva quindi alla conquista dell’indipendenza economica e alla crescita professionale, fino al posizionamento raggiunto da Errichiello nella classifica internazionale 50 Top Pizza.

Quattro momenti per raccontare un percorso personale

La struttura del libro attraversa idealmente quattro grandi fasi: le radici, il riscatto, la terra e la libertà.

Le radici riportano all’infanzia e alla famiglia; il riscatto racconta il momento nel quale il protagonista cerca una strada diversa e affronta nuove responsabilità; la terra coincide con l’esperienza giapponese e con la costruzione di una nuova vita; la libertà rappresenta infine l’autonomia raggiunta attraverso il lavoro e l’attività imprenditoriale.

Il risultato è un memoir che non si concentra esclusivamente sui traguardi professionali, ma ricostruisce anche gli ostacoli e le scelte che li hanno preceduti.

La presentazione a Cardito davanti a oltre 300 persone

La serata organizzata al Jarden è stata costruita intorno a un talk-show dedicato al libro e alla storia di Errichiello.

A moderare l’incontro è stato Francesco Russo, direttore de La Gazzetta dello Spettacolo, che ha dialogato con Giuseppe Errichiello e con l’autore Luigi D’Antonio sulla genesi del volume e sulle diverse tappe del percorso umano e professionale raccontato nelle pagine.

L’apertura è stata dedicata al legame con Afragola. Il sindaco Gennaro Giustino, insieme al vicesindaco, ha consegnato a Errichiello una targa di riconoscimento della città, indicandolo come esempio per i giovani del territorio.

Durante la serata è intervenuta anche Maria Spena, che ha ricordato i risultati raggiunti dal pizzaiolo.

Dal libro nasce anche un progetto solidale

Uno degli aspetti centrali dell’iniziativa riguarda la sua finalità benefica.

Durante l’incontro è intervenuta anche Stefania Tuccillo, moglie di Errichiello, per presentare il progetto sviluppato attraverso l’associazione Sol Levante.

L’intero ricavato derivante dalla distribuzione del libro e dalle donazioni raccolte durante la serata sarà destinato a progetti dedicati a bambini con bisogni speciali e al sostegno di associazioni sportive di judo attive in Campania, impegnate in attività di inclusione e recupero sociale rivolte a giovani provenienti da situazioni di disagio.

A raccontare il valore dello sport all’interno di questo percorso è intervenuto anche il maestro di judo Mario Palermo.

La presentazione assume così una dimensione ulteriore: la storia personale raccontata nel libro diventa uno strumento per sostenere iniziative rivolte al territorio dal quale quel percorso è cominciato.

Il legame con Napoli nonostante i novemila chilometri di distanza

Il titolo “Un napoletano al Wasabi” sintetizza efficacemente l’incontro tra due mondi apparentemente molto distanti.

Da una parte ci sono Afragola, Napoli, la famiglia e il mestiere imparato da ragazzo. Dall’altra Tokyo, il Giappone e la necessità di ricostruire una quotidianità in un contesto completamente nuovo.

Nel mezzo c’è un percorso nel quale la cultura gastronomica napoletana diventa anche uno strumento di identità personale e professionale.

Il successo raggiunto nel settore della pizza rappresenta pertanto soltanto una delle componenti della storia. Il libro concentra l’attenzione anche su ciò che è avvenuto prima: gli errori, le difficoltà, le persone incontrate e le decisioni che hanno progressivamente modificato la vita del protagonista.

Una serata tra libri, solidarietà e territorio

Dopo il talk, la presentazione è proseguita con un momento food e un DJ set, durante il quale gli ospiti hanno potuto incontrare Errichiello, scattare fotografie e partecipare al firmacopie.

L’organizzazione dell’evento è stata curata da Just Live, nella figura di Luigi Castaldo, con il supporto di M4 Associati, rappresentata da Max Soria.

La serata di Cardito ha così riunito le diverse dimensioni che attraversano “Un napoletano al Wasabi”: il legame con le proprie origini, il viaggio, il lavoro, l’esperienza internazionale e l’attenzione verso le nuove generazioni.

Da Afragola a Tokyo, quella di Giuseppe “Peppe” Errichiello è soprattutto la storia di un percorso costruito attraverso passaggi successivi, nel quale la distanza geografica non ha cancellato il rapporto con il territorio di partenza. Un legame che, attraverso il libro e la sua finalità solidale, torna oggi direttamente in Campania.

Giuseppe “Peppe” Errichiello: da Afragola a Tokyo, la storia raccontata nel libro “Un napoletano al Wasabi”
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