Cat parenting in Italia: 7 proprietari su 10 si considerano “genitori” del proprio gatto

cat parenting

Non più semplicemente animali da compagnia, ma veri e propri membri della famiglia. Il rapporto tra italiani e gatti sta cambiando e a descrivere questa evoluzione è il fenomeno del “Cat parenting”: un modo di vivere la relazione con il proprio felino che porta sempre più persone a considerarsi a tutti gli effetti la sua “mamma” o il suo “papà”.

A fotografare il fenomeno è il 3° Barometro Felino di Sanicat. Secondo i dati diffusi dall’azienda, 7 proprietari italiani su 10 si identificano come madre o padre del proprio gatto, dedicando attenzione non soltanto alle sue necessità quotidiane, ma anche al benessere emotivo e alla qualità della convivenza.

Una tendenza interessante anche dal punto di vista del marketing: con circa 11 milioni di gatti domestici presenti in Italia, il cambiamento del rapporto tra persone e animali sta contribuendo a trasformare esigenze, comportamenti di consumo e comunicazione nel mercato pet.

Cos’è il Cat parenting?

Con l’espressione Cat parenting si indica la tendenza a vivere il rapporto con il proprio gatto attraverso dinamiche che ricordano quelle familiari. L’animale non viene percepito soltanto come una presenza domestica, ma come un componente del nucleo al quale dedicare tempo, attenzioni e risorse.

Il fenomeno si inserisce in un cambiamento più ampio del rapporto con gli animali da compagnia. Nel caso dei gatti, questo significa prestare maggiore attenzione agli spazi della casa, all’alimentazione, all’igiene, al gioco e alle occasioni che contribuiscono al loro benessere.

I numeri raccolti da Sanicat mostrano quanto questa percezione sia ormai diffusa: la maggioranza dei proprietari italiani intervistati si riconosce nel ruolo di “genitore” del proprio felino.

Il Cat parenting conquista soprattutto i Millennials

La tendenza emerge in maniera particolarmente evidente tra i giovani adulti. Nella fascia compresa tra 25 e 39 anni, il 73% degli intervistati si considera madre o padre del proprio gatto.

Il fenomeno, tuttavia, non riguarda esclusivamente le generazioni più giovani. Anche tra gli over 60 la percentuale rimane significativa e raggiunge il 56%.

Le differenze tra uomini e donne risultano invece relativamente contenute: il 68% delle donne e il 61% degli uomini dichiara di riconoscersi in questa concezione del rapporto con il proprio animale.

Il Cat parenting appare quindi come un comportamento trasversale, seppure con una maggiore diffusione tra le fasce più giovani della popolazione analizzata.

11 milioni di gatti in Italia: cambia il concetto di famiglia

Il fenomeno assume una dimensione ancora più interessante considerando la diffusione dei felini nelle case italiane. In Italia si contano infatti circa 11 milioni di gatti domestici, che rappresentano una presenza importante all’interno del mercato degli animali da compagnia.

La crescente integrazione degli animali nella vita familiare modifica anche le abitudini quotidiane. Il proprietario non si limita necessariamente a soddisfare le esigenze essenziali del gatto, ma può coinvolgerlo in rituali e ricorrenze tradizionalmente associati alle persone.

Un esempio emerge proprio dal Barometro Felino: circa la metà degli italiani che vive con un gatto dichiara di festeggiare il suo compleanno o altre occasioni speciali, come il Natale, acquistando regali dedicati.

Regali di compleanno e Natale anche per i gatti

Secondo la ricerca, il 23% dei proprietari festeggia regolarmente ricorrenze dedicate al proprio gatto attraverso l’acquisto di regali.

Anche in questo comportamento emerge il ruolo delle generazioni più giovani: nella fascia 25-39 anni la percentuale arriva al 30%. Tra gli over 60 si attesta invece al 24%.

Soltanto il 17% degli intervistati dichiara di acquistare regali esclusivamente quando questi sono effettivamente necessari.

Dal punto di vista dei consumi, questi comportamenti mostrano come l’acquisto di prodotti per animali possa assumere anche una componente affettiva e simbolica. Un gioco o un accessorio non risponde necessariamente soltanto a un’esigenza funzionale, ma può diventare un modo attraverso il quale il proprietario esprime il proprio legame con l’animale.

Il gatto come fonte di benessere emotivo

Il Barometro Felino analizza anche la componente emotiva della convivenza. Secondo i risultati diffusi da Sanicat, 9 italiani su 10 affermano che le fusa del proprio gatto hanno un effetto positivo sulla loro vita quotidiana.

Il 56% degli intervistati associa inoltre la presenza del felino a sensazioni di conforto, sicurezza e connessione emotiva.

Si tratta di percezioni dichiarate dagli intervistati e non di una misurazione clinica degli effetti sulla salute. I risultati permettono però di comprendere il valore emotivo che i proprietari attribuiscono alla convivenza con il proprio gatto.

I gatti possono diventare anche facilitatori sociali

Il rapporto con il gatto sembra estendersi anche alle dinamiche che coinvolgono le altre persone presenti nella vita del proprietario.

Il 34% degli intervistati ritiene che avere un gatto abbia migliorato significativamente le proprie dinamiche familiari o di convivenza. Un ulteriore 42% considera il proprio felino un buon argomento di conversazione e uno strumento capace di favorire la vicinanza con gli altri.

Il pet diventa così anche un elemento attorno al quale possono svilupparsi conversazioni, esperienze condivise e interazioni sociali. Un fenomeno facilmente osservabile anche nell’ambiente digitale, dove fotografie, video e racconti dedicati agli animali rappresentano una componente diffusa dei contenuti pubblicati dagli utenti.

Cat parenting in Italia: 7 proprietari su 10 si considerano “genitori” del proprio gatto
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